Novità sul 5G a Cortina d’Ampezzo

A Cortina d’Ampezzo si riapre la questione delle antenne che avevano destato sospetti per modalità e presunta 5G. Tutto inizia con una foto postata sui social di un’antenna mai vista prima, che ha sollevato attenzione su altre antenne e relative onde. Giovedì pomeriggio, a seguito di mancate risposte su che chi avesse messo le antenne e a cosa servissero da parte dell’Ad di Fondazione Cortina 2021 Valerio Giacobbi, Ista ed il Comune, il capogruppo di minoranza Giorgio Da Rin, ha protocollato un’interrogazione comunale in merito. Così il sindaco di Cortina Gianpietro Ghedina, che fino a giovedì pomeriggio non aveva informazioni e per questo motivo lui stesso aveva deciso di aprire un fascicolo speciale per capire quale fosse la situazione, ha rilanciato con un post su facebook. «Si tratta di ripetitori che servivano alla copertura dei picchi di presenze previsti per le Finali di Coppa del Mondo e non sono 5G». Ieri Enrico Ghezze, presidente impianti a fune Faloria spa ha dichiarato di aver avuto nel parcheggio alla partenza della Funivia Faloria, una di quelle antenne. La richiesta – ha fatto sapere Ghezze – è arrivata da Tim prima di Sant’Ambrogio e per lo spazio hanno pagato 300 euro al mese. La motivazine data – ha continuato Ghezze – era per svolgere sperimentazioni di 5G sul territorio. Di fatto anche i lavori nelle vicinanze della funivia risultano, a dire dei due operai fermati sul posto della ditta Sarti, “scavi per sotterrare cavi che servono al 5G». Anche i gestori della società Country riferiscono di aver stipulato con Tim un regolare contratto di affitto per l’antenna, ma assicurano che la loro, non era 5G.

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