Un’ipotesi farmacologica contro il Covid-19

Emergenza Coronavirus: stando al bollettino odierno di Azienda Zero sono 620 i positivi a Covid 19 in provincia di Belluno, 43 i pazienti ricoverati in area non critica a Belluno, 8 in terapia intensiva. Gli ospedali di Comunità di Belluno e Agordo al momento ospitano rispettivamente 15 e 14 pazienti Covid, i decessi totali sono 40, ai quali si aggiunge la morte, in mattinata di una 93enne all’ospedale di Belluno. L’Ulss Dolomiti ricorda che negli ospedali della provincia è sospesa tutta l’attività chirurgica programmata per la quale è previsto il ricovero in terapia intensiva post operatoria, ad eccezione degli interventi indifferibili. Sono garantite le urgenze, l’attività chirurgica oncologica elettiva e le terapie chemioterapiche. Al Padiglione Gaggia di Feltre è stato attivato un ospedale di comunità con 15 posti letto per accogliere pazienti negativi a Covid in un’area protetta. Obiettivo: alleggerire il carico delle case di riposo in modo da poter concentrare le energie del personale per la cura dei casi positivi delle strutture. Per il momento sono stati accolti una decina di pazienti provenienti dalla casa di riposo Padre Kolbe di Pedavena. E sanitari e pazienti sono stati confortati anche da una lettera della piccola Martina, recapitata tramite i volontari di Protezione Civile. “Sono molto preoccupata per voi – il tenero pensiero della bimba – Vi mando tanti baci e abbracci.” In Veneto intanto sfondato il tetto dei 15 mila positivi: il presidente Zaia, durante la conferenza stampa odierna, ha fissato per il 4 maggio il termine ultimo per la ripartenza. Annunciata per venerdì la presentazione del protocollo con le aziende e le parti sociali per stabilire regole precise per la sicurezza sul lavoro. Permane l’invito di recarsi in ospedale il meno possibile e resta l’imperativo di indossare correttamente mascherina e guanti una volta usciti di casa. Novità anche sul fronte della sperimentazione dei farmaci: in particolare l’attenzione è rivolta alle metodologie di cura del cancro alla prostata, che potrebbero essere un valido aiuto anche nella lotta al Covid 19.

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